Antonio Berti

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Biografia breve di Antonio Berti

Antonio Berti (San Pietro a Sieve 1904 - Sesto Fiorentino 1990) è stato uno scultore italiano del XX secolo. Allievo di Libero Andreotti all'Istituto d'Arte di Firenze dal 1921 al 1929, esordisce come pittore alla Biennale di Venezia, ottenendo subito un discreto successo ed elogi da parte di artisti come Carrà, Sironi, Carpi. Dal 1934 decide invece di dedicarsi alla scultura: gli insegnamenti di Andreotti hanno affinato il suo virtuosismo, che riporta senza dubbioa Canova, anche se Berti dichiara la propria ammirazione per Donatello, Jacopo della Quercia e i romantici; evidenti sono anche i richiami al Verrocchio: le superfici levigate, la purezza fomale, l'eleganza e la raffinatezza. Esegue la statua di Ugo Foscolo, destinata al sepolcro del poeta in Santa Croce (1935): per realizzarla si adopera al fine di conoscere al meglio i connotati fisici del poeta. Sul basamento il Berti raffigura le tre Grazie, in cui compone elementi neoclassici, botticelliani e uno stiacciato di origine donatelliana. Gli anni che seguono sono ricchi di la- voro e di soddisfazioni; I'apprezzamento dei critici gli procura fama e Berti divie- ne ritrattista ufficiale di personaggi come il conte Volpi, Barbara Hutton, esponen- ti di case reali. Tra il 1938 e il 1939 l'arti- sta lavora al Monumento a Garbarino, grande altorilievo in marmo raffigurante I'apoteosi del lavoro. In seguito realizza il monumento a S. Luisa di Marillac nella Basilica di S. Pietro a Roma (1954), quello di Alcide De Gasperi a Trento (1956), la statua di Pio XII in piazza S. Lorenzo a Roma (1967) e l'altare maggiore della cattedrale di Reggio Calabria (1965). Partecipa a numerose mostre in Italia e all'estero e dal 1959 al 1974 ha la cattedra per la scultura presso l'ACcademia di Belle Arti di Firenze, città dove trascorre buona parte della propria vita. Negli anni Settanta e Ottanta esegue ancora molti ritratti e riceve commissioni assai impegnative, tra le quali quelle per il monumento a Padre Pio a San Giovanni Rotondo (1975) e per la parte bronzea per la cattedrale di Castellammare di Stabia (1983). Espone inoltre a Parma, con Annigoni e Tessoni (1974) e all'Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze (1975-76). L'ultima sua fatica risale al 1987, con il monumento a Giuseppe Mazzini a Firenze. Un'antologica a lui dedicata si è tenuta a San Pietro a Sieve, suo pacse natale, nel 1985, a cura di Raffaele De Grada, Tommaso Paloscia e Domenico Viggiano.

Fonte: La Scultura italiana del primo Novecento

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